Google Foto, Picasa Web: lo spazio a pagamento spesso non serve

Essendo sempre stato il fotografo designato della mia compagnia di amici, un bel po’ di anni fa iniziai ad usare Picasa Web e Flickr, per trovare una soluzione al problema della condivisione degli album fotografici.

Facebook fu scartato in partenza: al tempo non lo avevo, il mio account l’ho aperto solo nel 2015, e la parentesi è durata fino all’anno scorso, quando ho rimosso il rimovibile, lasciando solo un guscio vuoto. Delle due soluzioni provate, scartai Flickr: la piattaforma era troppo professionale per i miei scopi, più adatta ad un book fotografico che alle foto delle vacanze. Picasa Web invece era perfetto, mi permetteva di creare semplicemente album, creando un backup digitale in rete (allora il termine cloud non andava ancora di moda), e condividendo il tutto con un semplice link ed una mail.

Visto che le foto iniziavano ad abbondare, ben oltre lo spazio gratuito (1GB, se non ricordo male), nel 2011 attivai il piano a pagamento più economico, che dava 20GB extra per la ragionevole somma di circa 6 dollari annui. Caricando versioni compresse e ridotte, lo consideravo uno spazio più che sufficiente, che sarebbe durato anni.

E fu così, almeno fino al 2013, quando, acquistato il mio secondo telefono Android, il mitico Moto G prima serie, Google mi diede 50GB ulteriori di spazio, gratis per tre anni, oltre alla possibilità di fare il backup automatico nel cloud delle foto scattate a qualità ridotta. Attivai la cosa senza pensarci due volte. Dei 20GB ne avevo già usati 16, caricando tutti i vari album arretrati, ma, da questo punto in poi, tutti i nuovi caricamenti non andarono più ad occupare spazio.

Il backup a spazio illimitato di Google è un’ottima funzione: attualmente riduce le foto ad una risoluzione di 16Mpx, applicando probabilmente anche qualche altro algoritmo per ridurne ulteriormente la dimensione. La differenza, per i miei scopi, è impercettibile, considerando che il mio attuale telefono ha una fotocamera da 12Mpx, quello precedente ne aveva 13, e la mia EOS 1100D ha un sensore da 12Mpx. Ovviamente, per le foto scattate con quest’ultima, esiste sempre almeno una copia offline su un disco esterno: con i backup vale l’espressione latina melius abundare quam deficere.

In tutti questi anni è rimasto il problema dei vecchi album: non avendo voglia di dover riscaricareil tutto e ricaricarli da capo uno ad uno, contando che fino a metà 2017 non avevo la fibra, continuai a pagare il mio obolo annuo, divenuto nel frattempo 5,99 euro più IVA. Scaduti i 50GB gratis, sono rimasto con 38GB: i 20 pagati, i 15 del piano gratuito, e due bonus, uno di 1GB per essere stato, nel 2012, tra i primi utenti di Drive, l’altro di 2GB per aver completato, nel 2016, il questionario sulla sicurezza.

Fast forward ad oggi: negli ultimi giorni parlavo con un’amica che aveva esaurito il suo spazio di archiviazione di Google, ed ho pensato di buttare un occhio tra le impostazioni di Google Foto. Con mia sorpresa, ho trovato un bottone, “Recupera Spazio di Archiviazione”, che permette di comprimere in automatico tutte le foto caricate prima dell’avvento di Google Foto. La procedura, dettagliata in una pagina d’aiuto dedicata, è automatica, dura circa un’ora, durante la quale non ho notato alcun rallentamento o disservizio né dell’app Foto, né del sito web di Google Foto.

Ho così potuto azzerare i 16GB usati in precedenza, il mio account Google è passato da circa 20GB di spazio utilizzato, a poco più di 4. Subito ho annullato il rinnovo, previsto per marzo, del piano a pagamento.

Concludo nella speranza che gli eventuali sparuti lettori di questo post possano essere ispirati a verificare se, nel loro account Google, hanno spazio occupato inutilmente. Vecchie foto non compresse, vecchi documenti su Drive, mail inutili con allegati pesanti su Gmail: prima di attivare un piano a pagamento (che, ad oggi, parte da 1,99 euro al mese per 100GB) è sempre una buona idea dare un’occhiata a ciò che teniamo nel nostro ripostiglio digitale. Di spazio da liberare ce n’è sempre.

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