Linux e vecchi PC: piacevole sorpresa

L’altro giorno mi sono recato da un conoscente che mi aveva chiesto una mano per spostare dei dati su un notebook, che avrebbe rimpiazzato un Asus EeeTop PC 1602 usato fino ad allora.

ASUS EeeTop PC ET1602

Sono sempre rimasto affascinato da quel computer. Si tratta di un all-in-one, uscito nel 2008, dotato di un touch screen da 15″. Un po’ (mi) ricorda il primo Macintosh, dato che segue una filosofia comune: piccolo e pratico (pure questo incorpora una maniglia per il trasporto). Purtroppo con il primo Mac del gennaio 1984 condivide una pecca: è sottopotenziato. Almeno per il Mac si trattava di RAM, che era sostituibile, qua purtroppo si tratta di processore, che non lo è. E’ il classico Intel Atom da 1,6GHz che Asus montava in quegli anni sulla gamma EeePC, asmatico, 32bit e single core: purtroppo, avendo vissuto per anni con uno dei menzionati netbook, lo conosco assai bene. E ho un particolare ricordo: qualsiasi video da 720p in poi andava a scatti, usando Windows XP “di serie”.

Anche questo arriva con XP Home Edition: l’ho subito scartato, decidendo di installare un sistema operativo serio sulla partizione vuota. Dopo qualche ricerca online, mi fisso sull’ultima versione (17.04) di Lubuntu, la distribuzione Ubuntu/Debian dedicata ai PC datati. Che conoscevo da tempo, senza mai averla provata: ero sempre rimasto scettico nei confronti di queste distribuzioni ridotte che promettevano di ringiovanire computer in là con gli anni.

Ho scelto Lubuntu tra le altre (ad esempio Puppy Linux) visto l’eccentrica configurazione hardware (touch screen), con la speranza di poter attingere alla grande community di Ubuntu per guide e affini. Ero già pronto a dover configurare Xorg per lo schermo ed a installare a parte il software proprietario necessario per fare andare il WiFi (“non è supportato nativamente”, diceva una guida del 2010).

Invece l’installazione procede velocemente senza intoppi. Subito riconosce schermo al tocco e WiFi (negli anni avranno aggiunto il supporto). Bene! Addirittura per non perdere tempo a ripartizionare il disco, uso una partizione esistente, senza crearne una di swap, con l’idea di creare uno swapfile a installazione conclusa (lo swap è fondamentale in un sistema con 1GB di RAM). Con piacevole stupore, noto che il sistema ha provveduto alla creazione e attivazione automatica di un file di swap. Benissimo!

Passo a fare le prime prove di velocità. Trattasi di un PC, come già detto, vecchio di 9 anni, con un processore monocore 32bit da 1,6GB ed 1GB di RAM. Non mi aspettavo molto. Il sistema arriva con Firefox preinstallato: non è una scheggia, ma è al livello di altri PC che uso attualmente, con almeno il triplo di potenza/memoria. Fantastico! Provo YouTube. Va a scatti anche a 360p. Picche. Non si può avere tutto, mi dico, può sempre tornare utile come terminale SSH.

Allora faccio una prova ed installo SMTube, un software multipiattaforma per vedere i video di YouTube non nel browser, ma nel player di sistema. Di 720p non se ne parla, ma fino a 480p vanno fluidi e la risposta è rapida. Oso di più: mi collego al server di casa, e provo ad aprire qualche file in 720p sulla rete interna. Funziona benissimo!

Concludo la prova installando Spotify per Linux, che (non me l’aspettavo!) nelle sue repository mantiene ancora versioni a 32bit del programma, il quale funziona senza alcuna differenza o carenza rispetto agli omologhi delle altre piattaforme. Le uniche altre due cose che installo sono Onboard, una tastiera virtuale a schermo (per sfruttare il touch screen), ed una raccolta di miei script per gestire certe operazioni (aggiornamento pacchetti, mount dei drive di rete). L’unica cosa che non ho osato provare è stata Chrome, lo farò alla prossima.

Per concludere, è stata sicuramente un’esperienza positiva. L’unica cosa non perfetta è il touch screen, che risulta un po’ arduo da controllare, visto che ogni “tap” viene riconosciuto non come semplice clic, ma come spostamento e clic, o come doppio clic. Sono sicuro che è una cosa risolvibile, ma ad ora non ho tempo da perderci. Invece mi dichiaro pienamente soddisfatto di Lubuntu, e la mia opinione è cambiata su queste distribuzioni Linux dedicate ai PC meno potenti. Fanno veramente ciò che promettono, ora ne ho la prova. Se avete un PC con qualche anno di troppo, provatelo, è gratuito e supporta molti dei computer usciti negli ultimi 20 anni (i requisiti parlavano, mi pare, di 266MHz, quindi Pentium II in poi). Logico, non aspettatevi i medesimi risultati prestazionali con un PC di tale età.

Intanto l’eee Top finisce nell’armadio, non avendo un’idea d’uso immediata per esso. Tuttavia sto seriamente considerando l’idea di spendere gli 8€ che Amazon chiede per un banco di RAM DDR2 da 1GB, in modo da vedere gli eventuali miglioramenti delle prestazioni che si possono avere con il massimo supportato di 2GB.

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