Porsche lascia il WEC. Chi ci perde di più?

E’ ufficiale. Porsche lascia il WEC, in favore della Formula E, seguendo il trend del momento che vede molti costruttori impegnarsi in questa giovane serie alternativa.

Per me la domanda è scattata subito. Ma chi ci perde veramente? Secondo me non Porsche. Nel campo dell’endurance, nel giro di 50 anni, oramai han vinto tutto più volte, e detengono ancora il record assoluto di vittorie in gare come la mitica 24 ore. Sono numeri e storie che gli appassionati difficilmente scorderanno. Poi la transizione verso la Formula E presenta nuove sfide, oltre ad un nuovo pubblico globale cui far conoscere un marchio di importanza storica.

Allora gli appassionati, si potrebbe dire che siano loro a perderci. Certamente, ma per una categoria come la LMP1 che va verso l’incuria, sta sorgendo una LMP2 molto interessante, dove vi sono un sacco di contendenti pronti a dar spettacolo per conquistare l’ambito gradino più alto del podio. Senza contare che tutti questi trasferimenti verso la Formula E daranno probabilmente vita ad una serie più interessante, di certo non uno sbocco per i numerosi appassionati di endurance come il sottoscritto, ma un palliativo. In fondo l’endurance è ciclica, spesso alterna alti e bassi, noi arriviamo da un periodo d’oro, ora si tratta solo di aspettare il prossimo, magari dopo il 2020 con i nuovi regolamenti.

No, secondo me la vera perdente, in tutto ciò, è Toyota. La casa nipponica resta con il cerino della LMP1 in mano, continuando a inseguire quella vittoria che manca da ormai troppi anni. E, probabilmente, arriverà nel 2018. Ma, purtroppo, non sarà una vittoria pesante, come probabilmente desiderato dopo tutti questi anni di sofferenza. No, sarà una vittoria dovuta alla mancanza di competizione, che forse verrà snaturata da qualche appassionato della domenica (“per forza han vinto, c’eran solo loro!“), e finirà dimenticata negli annali del motorsport, che spesso ignorano le storie e le persone in favore dei numeri. Il tutto, ovviamente, se le cose andranno come dovuto, senza problemi, e saranno trionfanti al termine delle 24 ore. Altrimenti sarà inevitabile l’onta di essere stati battuti dai prototipi della categoria inferiore. E’ un pensiero triste, sapendo quante risorse ed energie sono state spese da Toyota per inseguire questo sogno. Negli anni hanno guadagnato la stima e il rispetto di tutti, anche coloro che, come il sottoscritto, hanno un cuore teutonico per quanto riguarda la categoria regina dei prototipi. E di certo meritavano un’ulteriore opportunità per combattere quelli che sono stati tra i loro rivali storici. Le parole di Akio Toyoda sembrano proprio esternare questi ragionamenti: “I feel very sad and disappointed that we will no longer be able to pit our technologies against such a company on the same battleground next year“.

E, come precisato sempre nell’articolo di cui sopra, nessuna parola sui programmi Toyota per il 2018, come se fossero in un limbo, in attesa di decidere se presentarsi e cercare una apparente vittoria mutilata, per ripagare gli sforzi fatti negli anni, o aspettare il ritorno di un degno rivale, e cercare di conquistare un trionfo senza se e senza ma.

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